gen 11 2011

Quando la realtà supera la fantasia

Categoria: Gammasingleatrentanni @ 10:38

Non ricordo se l’avevo già detto, comunque gamma è un medico. Chirurgo, per la precisione. Capirete quindi che con i recenti cambiamenti del mio stato di salute le ho mandato qualche messaggio.

“Ehi, scusa se ti disturbo, conosceresti mica qualche otorino bravo lì dove lavori tu?”
“Devo guardare, di cosa ha bisogno di preciso?”
“Ho un intervento programmato per metà gennaio, siamo a fine Novembre, se mi riuscisse di accelerare sarei ben contento.”
“Intervento? perchè, cos’hai?”
“Io? un tumore alle corde vocali. E capisci che prima lo levo e lo analizzo, meglio è”.
Ah, allora mi porti il libretto d’impianto della caldaia? è rimasto a te…”

Potrei riempire questo sito di storie inventate, se volessi. Ma la realtà trova sempre il modo di battermi tre a zero a tavolino.


ago 25 2010

Rinunce per amore

Categoria: Gamma, Pensieri sparsisingleatrentanni @ 16:00

Scherzavo parlandovi di moto, topa e moglie ma… il tema meritava un epilogo, ed eccomi qui ad argomentare.

Diciamo una cosa: l’ho fatto anche io. Ai neanche-troppo-lontani tempi di Gamma, vendetti la mia amata moto (Eleanor, Eleanor, chissà dove sei adesso…) per uno scooter. Motivo? dinamiche di coppia: il suo lavoro che la prendeva, lei che non mi ci veniva più, l’utilizzo scarso che ne facevo e la “razionalità” di sostituirlo con un mezzo più adatto ad un casa-lavoro, la promessa “dai, ce la ricompriamo appena mi specializzo e ho uno stipendio”.

Mi sono sentito ganzo, a farlo, vi dirò. Mi sono sentito di “ragionar per due”, mi sono sentito… Lys direbbe che “sono stato maturo”.

Sbagliato. A distanza di anni, prima quando ero con lei e poi quando con lei non ero più, ve lo posso dire con sicurezza: non sono stato maturo. Sono stato tanto, tanto stronzo.

Stronzo perchè ho rinunciato a qualcosa di mio, mi sono impoverito, per niente. Stronzo perchè non ho ragionato per due: ho seguito un capriccio. Stronzo perchè la mia rinuncia non ha portato a niente di buono per me, per lei, per noi.

Non stronzo perchè poi è finita: stronzo perchè ho imparato, sulla mia pelle, che è concettualmente sbagliato rinunciare a qualcosa che hai caro solo perchè non hai accanto la persona con cui condividerlo.

Se non faccio male a nessuno, se non sottraggo tempo e risorse a me o alla mia compagna o ai miei cuccioli, rinunciare a un mio vizio o a una mia passione non fa altro che impoverire. E gli uomini impoveriti, checchè se ne dica, restano single. Non nascondiamoci dietro a un dito.

 

Ci sono giardini sacri dentro di noi. Sacri sono, e sacri devono rimanere. Non ci deve entrare nessuno, perchè è da lì che ci rigeneriamo continuamente, ed è li’ che ci rifugiamo.. E non dobbiamo trascurarli mai, perchè come il nostro corpo, se smette di rigenerarsi è solo perchè sta morendo.


giu 10 2010

Poi vai a chiederti come mai è finita…

Categoria: Gammasingleatrentanni @ 12:10

Gamma: “Senti, c’è della posta per te, stasera non ci sono, passi domani?”

(le rispondo il giorno dopo) “Si, passo stasera, così facciamo i conti sui soldi che mi devi per le bollette arretrate”

Gamma: “Stasera non ci sono”

 

Semplicemente epica. 2500 euro al mese di stipendio, e mi fa melina per 300 euro di bollette.


apr 04 2010

Benedette manine…

Categoria: Gamma, Pensieri sparsisingleatrentanni @ 20:49

Avevo in canna un post di quelli pesanti, di quelli che su un blog ci stanno quasi stretti, di quelli che fanno storgere un po’ il naso ai più.

Dovrete aspettare, così come dovranno aspettare le bozze di articoli più o meno leggeri che ho in canna da un po’.  Dovrete aspettare perchè oggi è arrivata una esperienza di quelle emotivamente forti, che non può attendere prima di essere raccontata.

Immaginate di rivedere dopo tanti anni una persona che vi è stata nel cuore, e vi ci è stata qualcosa come sedici anni fa. Immaginate di ritrovarsi dopo sedici anni a sorridersi, guardandosi da altitudini diverse, da vissuti diversi,  ma uniti da un filo profondo che ha tanti nomi e tanti colori, uno dei quali è “rispetto”.

Per farla breve, oggi l’ho vista. Io, lei, i suoi amici e soprattutto sua figlia.

Per chi ha letto “Chi e Perchè“, è chiaro a tutti che la paternità rientra tra i miei desideri. Quello che non è chiaro a tutti, ma solo a chi mi conosce, è che io con i bambini non ci so fare. Mi imbarazzano, sono straconvinto di non saperli trattare, spesso mi mettono a disagio. Poi, per carità, magari se lo faccio io è un conto, ma i bambini degli altri… sono, giustappunto, degli altri.

Però, sapete anche questo, io sono una coppa vuota. Il che vuol dire che parto, perchè ritrovarsi a quel modo dopo tanto tempo è un dono di tutti i cieli, e il mio imbarazzo non deve fermare la mia vita. Vado li’, faccio due parole con la mamma, conosco le sue amiche che in fondo in fondo non si sa mai e dopo che ho salutato prendo e me ne vado.

Sbagliato. Fottutamente sbagliato.

Sbagliato perchè quella frugoletta ha deciso che le piacevo, mi ha preso per mano tutto il pomeriggio, e guardato con due occhi che mi hanno letteralmente liquefatto. Ho scoperto sulla mia pelle, come un brivido, che tutte le paranoie che mi ero fatto sui bimbi piccoli erano solo e soltanto masturbazioni delle mie povere meningi, e che la sintonia, quando c’è, c’è ed è un bene prezioso da conservare. Ho scoperto sul mio cuore cosa vuol dire lo sguardo di un bambino che ti dice, con gli occhi, “guarda, tu mi piaci e io mi fido di te”. Dieci, cento, mille volte meglio di quello di qualsiasi donna: ti dona una forza immensa, ti fa sentire profondamente uomo, profondamente vivo, FORTE. Grande. E tutto questo solo perchè due occhietti ti stanno donando il loro affetto in modo assolutamente incondizionato, solo perchè ti guardano in un modo che ogni adulto ha dimenticato.

Morale? Quella che era originariamente una visita fatta per rivedere una persona e conoscerne di nuove, una cosa da esaurirsi a breve… beh, è diventata tutt’altro. E non me ne sarei andato via più, proprio più, se non altro per quella manina deliziosamente tiepida che mi cercava in un viale a mare battuto dal maestrale e mi portava in giro, “tirando come un dobermann”, come ho avuto da osservare sul momento.

Che grande lezione, oggi.

Venenum in cauda… un pensiero per quella donna che si è presa i migliori otto anni della mia vita, otto anni per decidere che non ero l’uomo per lei, otto anni in cui avrei potuto vivere mille momenti come questo per cui in realtà ero pronto. La donna che mi ha rubato tutto questo.

 

BASTARDA

 

spero che tu possa marcire in eterno nell’inferno delle nane emotivamente aride come te. Perchè mi hai rubato tutto questo? perchè?


mar 17 2010

…bestia per natura o per selezione?

Categoria: Gamma, Pensieri sparsisingleatrentanni @ 12:52

Avrei prefigurato una settimana di interventi sul blog “leggeri”, per far da contraltare a quella che nella vita fuori dalla Rete è una settimana pesante. Però c’è un episodio su cui rimugino da ieri, e passato lo shock emotivo, merita una riflessione più distaccata. Oggi finalmente ci riesco, e la lascio qui per voi.

Notaio. Definitivo passaggio di consegne della casa alla gentile (“Gamma”, nella nomenclatura di questo blog), che fa il suo bravo atto, porge il danaro, il notaio mi saluta, io saluto lui, lei e lei… no.

Silenzio. Un assordante silenzio, senza neanche alzare gli occhi in risposta.

 

Li’ per li’ è montata la rabbia. Una rabbia profonda, perchè se ho diviso otto anni della mia vita con te, almeno un saluto nel momento più doloroso per me potresti gentilmente darmelo, evitandomi l’umiliazione di salutarti a vuoto di fronte al notaio. E se non altro, dopo otto anni – i migliori della mia vita? – un saluto lo merito, sennò sei davvero una bestia. Anche perchè non è che mi hai cacciato di casa perchè ti ho sfondato di corna e trucidato la famiglia: me ne vado perchè ti sei rotta, punto.

 

Ma l’interrogativo che mi è nato è diverso. Sulla bestialità della persona credo ci sia poco da disquisire. Il problema però è… sono stato io, incapace a rendermi conto di certi segnali “prima” di compromettermi con una vita a due, o è  la vita a due che logora le persone e le desensibilizza? intendiamoci, lei un campione di empatia non lo è mai stata, ma secondo voi… cosa può essere che rende le persone capaci di gesti del genere?

Quanto e come una vicinanza profonda poi genera una lontananza abissale, a giochi chiusi? io sto restando sempre più meravigliato di come tanto si è vicini prima quanto lontani poi. Non chiedo niente, per carità, conscio che avere una persona che opera un taglio netto facilita la guarigione. Però il rispetto e quel minimo di delicatezza, ecco, mi pareva compreso nella paga sindacale.

Sbaglio?


feb 28 2010

Eppur dovevo capirlo…

Categoria: Alpha, Amarcord, Gammasingleatrentanni @ 21:40

…era una estate di tanti, tanti anni fa. Dodici, o tredici, per quello che importa. Nella mia vita c’era Lei, alta, bella, intelligente. Insomma, il classico tipo di donna a cui chiederesti volentieri “ma tu, abbi pazienza ragazza mia, cosa ci fai con me?”

Non lo sapeva, difatti. E dubito che avesse anche molta voglia di scoprirlo, men che meno di spiegarlo a me. Ma io avevo poco più di vent’anni, e ancora ero convinto che il mondo fosse fatto di prati in fiore, nuvolette rosa e che l’alimentazione della coppia moderna fosse a base di dolcissimo Fruttolo. E come tutti gli uomini in amore faccio progetti, scambio promesse, la più forte e vicendevole delle quali è “mi raccomando, se proprio dovessi farmi le corna, dimmelo prima”.

Ovviamente succede che le corna arrivano sul serio (ve l’ho già detto, si, che lei il perchè stava con me non l’aveva chiaro?). Ovviamente arriva il momento in cui, preso dalla disperazione e avendo esaurito i discorsi intelligenti (l’unico discorso intelligente era girare le chiappe ed andarsene, ma questo lo dico ora che sono anziano…) le fai la fatidica domanda:

“Scusa, ma non avevi detto che me l’avresti detto? Perchè sono venuto a saperlo da un’altro?”

E in quel momento ho avuto la Prima Rivelazione, un momento meraviglioso in cui ai miei occhi inconsapevoli si è schiusa un momento di Logica Femminile Pura: “Beh, si, ma quando te l’ho detto lo pensavo!”

 

“Passa il tempo ma noi no”, cantava la buona Mannoia.

Arrivano i tempi dell’ultima storia finita. Arrivano i tempi della crisi, io che le dico “forse è meglio se la chiudiamo, io non vedo strade”. Lei che piange, grida, si dispera… “riproviamoci, riproviamoci”. Mi fa cambiare macchina “per avere qualcosa di nostro in più”, mi ci fa ricredere finchè non arriva un giorno e mi fa:

“sai che ti dico? da domani facciamo i coinquilini”.

“…”

“…che c’è?”

“Ma non avevi detto che ci volevi riprovare?”

“ah beh, quando te l’ho detto lo pensavo!”

Son passati dodici anni, ho cambiato donne, zona geografica, altezza, peso, titolo di studio, tutto: ma la GENETICA, quella no, resta la medesima.