mar 11 2011

Depressioni Dottorali

Categoria: Salva Te Ipsumsingleatrentanni @ 15:25

Studio del mio direttore amministrativo.

“Dottoressa buongiorno, scusi se la disturbo, avrei bisogno di…”
“Ah, dottor sa30a! Vedo che ha ripreso dei bei chiletti, eh?”

 

Ammazzatemi. Ma fatelo chiamandomi per titolo, mi raccomando: la formalità è importante.


feb 07 2011

Depressione rapida

Categoria: Salva Te Ipsumsingleatrentanni @ 08:43

sa30a: “Ciao, conoscente di sa30a che non vedevo da un pajo di mesi!”

conoscente: “ciao! sei ingrassato!”

 

Ammazzatemi.


ott 19 2010

Depressione Strisciante

Categoria: Salva Te Ipsumsingleatrentanni @ 20:41

…è cominciato con una tendinite, o meglio, una epicondilite (e ci sarebbe da ironizzare un’altra volta sulla casta medica, ma tacciamo). Stop di allenamenti di due mesi.

Poi è continuata con la chisura estiva della palestra, poi è continuata con problemi potenti sul lavoro, di recente una bizza di salute mi ha tenuto febbricolante per sette giorni e con un palo piantato in gola per i successivi sette.

La morale? il peso è aumentato di sei chili pieni da Aprile a questa parte, mi sento gonfio, e già la gente comincia a dirmi “sei ingrassato”. I pantaloni tiricchiano, le maglie stanno peggio.

E non vi rendete conto della depressione strisciante, senza riuscire a capirne il motivo. La stanchezza, un periodo difficile, mille prove, bizze sul lavoro, quello che volete… ma se c’è un pregio che mi sono sempre attribuito è l’introspettività, e non riuscire a capire cosa mi serpeggia dentro mi mette addosso un ulteriore mal di vivere.

Alle volte non ci si rende conto di come sei chili, sei fottuti chili su 42 persi, riescano completamente a ributtarti giù, con tutti gli spettri di una obesità mai sconfitta che tornano, con la perdita di sicurezza, smalto, brillantezza… la gente vicina che mi dice “ti vedo meno solare” (e io solare in vita mia non lo son mai stato). Il collega mulino bianco che mi dice “sul lavoro ti vedo distratto”. Perfino i miei allievi che dicono “ehi, oggi fai meno battute del solito”.

Ho molta paura, credetemi. Una paura tremenda di non sentirmi tranquillo mai. E credo che post semideliranti come questo, buttato giù senza rileggerlo, parlino molto meglio di quanto non sia capace di fare io.


lug 24 2010

Dismorfismo (o dismorfofobia?)

Categoria: Salva Te Ipsumsingleatrentanni @ 09:55

Ricordando le mille parole della buona Pansina sul dismorfismo, mi è venuto in mente che… beh, a soffrire di questa patologia siamo in tanti. A livelli più o meno lievi.

 

Premessa: dopo un anno di allenamento intenso (e per intenso intendo intenso davvero) e i chiletti persi il mio corpo mi sta mandando segnali inequivocabili di stop, uno tra i quali è una tendinite noiosissima all’avambraccio sinistro. Tendinite che prima ho provato a curare con le cremine, poi con lo stop degli allenamenti che coinvolgessero l’avambraccio, poi con gli antinfiammatori… senza risultato. L’unica, a quanto pare, è il riposo. Riposo totale e assoluto, perchè stando a quanto mi ha detto un medico d’emergenza, “sono microcristalli di acido lattico e se ti alleni continui a rigenerarne”. Ergo niente corsa, niente addominali, niente sesso già che ci sono (no, dai, quello magari no).

Riposo? per uno che va in panico se gli si offre un gelato ed è abituato ad allenarsi minimo un’ora al giorno tutti i giorni? Se mi avessero proposto un incontro amoroso con Rocco Siffredi avrei sofferto meno! Se non altro perchè gran parte del mio dimagrimento – e del riappropriarmi del mio corpo – è dovuto all’allenamento, costante, duro, e se me lo togli vado letteralmente nel panico. Panico perchè non voglio ritornare quel che ero, panico perchè comunque mangiare mi piace – e lo faccio spesso – e quindi la mia soluzione al dimagrimento è sempre stata “alziamo i consumi”.

 

Riposo? vuol dire farmi ingrassare. E di brutto, anche. Considerando anche il fatto che è estate, esco molto di più, sto spesso in compagnia e l’alimentazione è molto meno controllata ho iniziato a vedermi grasso. Sempre più grasso, anzi, ancora più grasso che tanto un bel vedere non è. Sentivo i pantaloni stringere, le maglie cascarmi male sul petto. Un mese di riposo e mi sentivo uno schifo.

 

Stamattina preso da uno strano impulso di coraggio mi peso.

 

Stesso peso di tre, quattro mesi fa, stessa soglia su cui mi sono “arenato”. Non ho preso un etto. E continuo a vedermi ingrassato, nonostante i numeri dicano il contrario. E se non è dismorfismo questo, ditemi voi cosa lo è…


lug 22 2010

Gelato e singletudine…

Categoria: Pensieri sparsi, Salva Te Ipsumsingleatrentanni @ 10:37

Mi capita, ogni tanto, di fare dei corsi. Corsi come docente, inteso bene. A questi corsi incontro ogni sorta d’umana genìa, giovani, anziani, donne, uomini, terzamedia o dodici anni di università. Insomma, di tutto di più…

…e ovviamente questi corsi sono, potenzialmente, terreno di caccia. E i miei colleghi, che sanno la mia situazione, ne sono ben coscienti e mi lasciano spesso campo libero. Aggiungiamo la mia propensione per il gioco, per le battute anche un po’ equivoche e diciamo che qualche conoscenza l’ho fatta.

Detta tra noi, uso le battute equivoche principalmente come fine didattico, e non certo da rimorchio. Spiegare l’opzione “parola intera” del “trova e sostituisci” di Word facendo notare come sia possibile trovare una nana in una banana nonostante uno si aspetterebbe il contrario serve principalmente a far divertire i discenti, tenendoli svegli e focalizzati su quel che dico, se non altro perchè battute di quel genere potrebbero ripetersi. Ergo, mi ascoltano.

Il “lato spiacevole” (uuuuh, quant’è spiacevole…) è che far ridere una donna è un buon modo per  colpirla, anche e soprattutto quando si è tutto sommato inguardabili come il sottoscritto. E capitano scenette come l’ultimo corso che ho tenuto, in cui l’allieva di prima fila – che fatica, non farla dormire! – mi si rivolge così.

“Bene ragazzi, questa era l’ultima parte teorica, ora facciamo un quarto d’ora di pausa e via coi test di uscita”
“Ma è l’ultima lezione?”
“Eh si…”
“Ma poi non ti rivedo più?”
“Dubito, non capito spesso dalle tue parti”

Attimo di pausa e poi… “ma un gelato te lo posso offrire?”

e vi giuro, mi ha fatto una tenerezza indescrivibile. Lei e il collega che si è defilando accampando una telefonata urgente da fare alla moglie. Una donna di quasi quarant’anni che si muove con questi modi… retrò mi fa veramente commuovere. Così come la sua reazione quando le ho detto…

“Ti odio profondamente!”
“Ma come!”
“Eh si, il gelato… mi fai ingrassare! Ma si, vai, concediamoci questo attimo di lussuria!”

 

Poi uno si chiede come mai si resta single a vita :-) ma se volete spiazzare un obeso… offritegli qualcosa di dolce :) e non saprà mai se accettare o meno…


giu 18 2010

Legge Mannara del Culo Peloso

Categoria: Salva Te Ipsum, Teoremisingleatrentanni @ 16:03

Sia dato X individuo di sesso α con gradevolezza nella media e vari difettucci. Sia dato Y individuo di sesso β.

 

Si dimostra sperimentalmente che X appartiene alla categoria delle persone “sane di testa” se e solo se vale per ogni difetto k(X) esaminato nel sistema di Y la seguente Legge Mannara del Culo Peloso:

Se non ti garba, ti giri dall’altra parte.

 

Perchè non tutti i nostri problemi sono realmente nostri.


giu 14 2010

Ma certo che io non guardo il fisico!

Categoria: Salva Te Ipsumsingleatrentanni @ 07:59

Estate 2009. Single a trent’anni, peso sui centorenta. Arrivo verso l’ufficio, incrocio la collega amministrativa di ragioneria molto carina, e a cinquanta metri esatti le sorrido e le porgo il braccio.

“Ma mi vuoi prendere a braccetto?”
“Certo, voglio fare 50 metri di bella figura prima di arrivare all’ufficio!”
“hehehe, sempre a giocare tu!”

…e siamo andati in ufficio, a due rispettosi metri di distanza, chiacchierando amabilmente del più e del meno.

Estate 2010. Single a trent’anni, peso sotto i novanta. Arrivo verso l’ufficio, incrocio la collega amministrativa di ragioneria molto carina, e a cinquanta metri esatti le sorrido e le porgo il braccio.

“Ma mi vuoi prendere a braccetto?”
“Certo, voglio fare 50 metri di bella figura prima di arrivare all’ufficio!”

Ha infilato il suo braccio dentro il mio e si è fatta i cinquanta metri che ci separavano dall’ufficio sorridendo e guardandosi intorno. In silenzio.

 

Mai più certe umiliazioni. Mai più.


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