Donne Difficili e Sintesi

Versione analitica, presa da uno dei soliti link di facebook:

Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare…
ma non lo danno a chiunque. Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire.Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere.Quelle che non si accontentano più.Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente.Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore,che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena.Quelle che vale la pena.Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri.Quelle con l’anima vicina alla pelle,che vedono con mille occhi nascosti.Quelle che sognano a colori.Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro.Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita.© Alma Gjini
Versione sintetica, sa30a:
Sono le donne difficili quelle che trapanano i maroni e quando glielo fai notare dicono “eh, io sono difficile e tu invece non sei alla mia altezza perchè vali poco”.
Imparassero la punteggiatura, almeno.
MODIFICA: ricevo da Mara (http://lacasasullezampedigallina.blogspot.com/2010/12/le-donne-difficili.html) notifica che è lei la proprietaria del diritto d’autore su questo pezzo, e coerentemente alla sua richiesta espongo il link da lei fornito al pezzo originale qui. Trattandosi di testo distribuito secondo licenza Creative Commons, lascio qui il testo in quanto le finalità di pubblicazione non violano la licenza.

41 thoughts on “Donne Difficili e Sintesi

  1. sono le donne difficili che manco ti dicono “eh, io sono difficile.”
    perchè non sei alla loro altezza.

  2. No Mabh, le donne si dividono tra donne normali, zittelle e zittelle cronicizzate. Quelle di cui parli tu fanno parte della terza fattispecie.

  3. Oddio sì. I soliti link facebookiani lanciati nell’etere da quelli che la vita sembra gli sia andata tutta di traverso, che a me vien sempre da pensare “ammazza aho’, quanto campi male” 😉

  4. le donne TRAPANANO sempre i maroni…….:-))))) in un modo o in un altro!!!!…..la storia insegna…….

  5. Il problema è che il buon Dio, qunado ha staccato quella cavolo di costola, si è dimenticato di allegare il simpatico dono della sintesi. Vedi a mandare mail in fretta che casini si combinano?

    Cordialità

    Attila

  6. Singleatrentanni…Se cerchi anchora (a trent’anni)una donna che sappia usare la punteggiatura, capisco perchè tu sia…Single! (E credimi, il sarcasmo non è a te rivolto, ma a quel cavolo di costola di cui sopra).

  7. Le donne difficili, oltre alla tua brillante sintesi (sì, son proprio quelle) sono quelle che si autodefiniscono tali perchè sono sole come delle stronze. E che si riconoscono tra loro, un attimo prima di sbranarsi.

  8. madonna mia quanti, ma quanti, clichè.
    tra l’altro le “ziTTelle” mi mancavano.
    cronicizzate, per l’esattezza…
    Detto da uno che tiene un blog dal titolo “Single a 30 anni” e da quanto scrive pare sia ormai giunto a quota 35, direi che la cosa fa, per lo meno, sorridere.
    Tu in che categoria rientri? Normale, zittello o zittello cronicizzato?
    Sorvolare.
    And once again the Oscar for the most brilliant synthesis goes to…

    Sa30a!!!

    grida di ovazione e capelli strappati.
    Genio. Genio assoluto.

    cit. semicolta: “Qualità Boris, Qua-li-tà.”

  9. @kaffeine: bentrovato diobono, era tanto che non ti leggevo :)

    @elipicottero: una donna che non me la dà è, molto pleonasticamente, una donna che non me la dà. Una donna che si autoproclama “difficile”, invece, è un altro paio di maniche.

    @mav: ormai più cinico che acido :)

    @attila: ne trovassi UNA, con il dono della sintesi. L’ultima mi spiegava le cose tre volte, alla quarta le dicevo “guarda che ho capito alla prima” e lei s’incazzava perchè non la lasciavo parlare. Mah.

    @zobo: dai, basta uno spazio dopo la virgola e un uso centellinato delle lettere dell’alfabeto della Perfida Albione per farmi felice…

    @annuska: menomale che ogni tanto una donna mi dà ragione :)

    @mabh, ripassa al prossimo appello, và… 😛

  10. In effetti, la mia era esclusivamente una battuta. Ne conosco molte, di donne che si auto-proclamano difficili (soprattutto su Facebook), e generalmente quando mi raccontano dei loro rapporti sentimentali sono molto solidale. Coi loro partner.

  11. ebbene sì…. ho copiato e incollato il primo pezzo nella mia pagina fb….. nn conosco punteggiatura e trituro i maroni!!!!! presente!!!!!!! :)

  12. .:;!,.)?/.;'(,.:;!,.)?/.;'(,.:;!,.)?/.;'(,
    ecco, cosi puoi giocare e mettere la punteggiatura dove vuoi te

    ps: tra poco parto e ci rileggeremo a nuovo anno, a tutti buone feste e saluti dall’Irlanda!

    love & peace & pandoro & spumante

  13. beh per fortuna che al mondo ci sono donne “semplici”, di taratura mentale pari a un celenterato, che la danno qua e là tanto per far numero, silenti perchè prive di argomentazioni, o peggio, prive di capacità di rispondere a quelle altrui(partner compresi). però sono delle gran fiche, la maggior parte della volte.
    scusate il moto da zitTella. cronicizzata.
    ma tant’è, se difficile vuol dire che non la dò al paraculo di turno, o che cerco dialettica col partner…manine giunte, amen.

  14. Leggo dal blog di una delle lettrici,verso cui mi indirizzava un’istintiva simpatia, che sta per andare dalla nutrizionista, perchè pesa 52, 2 kili, e prima ne pesava scarsi 50.

    E la cosa mi fa pensare.
    perchè la stessa lettrice qui rivendica la solidità di un ideale femminino diverso dalla classica figaccia ridente e vanesia che la dà con scioltezza tanto perchè ce l’ha.
    E io mi chiedo se poi alla fine le più schiave di quel modello di donna “semplice” siamo noi donne “difficili”, che ci vorremmo tanto emancipate dallo stesso ma poi corriamo a scrivere diari alimentari se superiamo i 50, e il corpo – e chi lo sa, forse anche il sesso- lo guardiamo esigenti, rigorose e dure, d’una severità che forse ci fa male, ben più di una scopata fatta a caso, “tanto per fare numero”, come direbbe lei.

  15. Seriamente: credo si intenda esattamente quello che sta scritto nel post citato e simpaticamente tradotto da sa30a.
    Io la metterei così: non credo che esistano donne difficili e donne facili.
    non credono che esistano persone difficili e persone facili.
    Credo che esistano persone che sanno fare e fanno discorsi difficili e persone che non sanno fare/non vogliono fare, discorsi difficili, dunque fanno discorsi facili.

    credo che le persone che sanno fare discorsi difficili tendano a prendere i discorsi facili e trasformarli in discorsi difficili, perchè trovano stimolo nella complessità e non la vivono come una croce, mentre al contrario trovano la facilità un pò “carente”, piena di buchi, appunto… “facilona”.

    Credo che quando si trovano di fronte a persone che invece non vedono il perchè si debba “complicare il pane”, tendano a non capire, e a non essere capite.

    Come si fa a spiegare a qualcuno che discutere mezzora delle ragioni profonde di un certo comportamento/atto/fatto/scritto non è forse facile, ma è BELLO, e può essere arricchente molto di più di uno scambio di battute?

    Al contrario: come si fa a spiegare a qualcuno che discutere mezzora di un certo comportamento/atto/fatto/scritto forse è profondo e stimolante, ma è soprattutto faticoso ed estenuante e finisce con l’esaurimento del bene stare e delle energie reciproche? Che le cose potrebbero essere più semplici?

    Ecco. Credo l’equivoco di fondo sia tutto qui.
    pensare, e capire, magari sul serio, che non siamo tutti uguali.
    Che le cose non potrebbero essere più semplici, perchè, per qualcuno, le cose non sono semplici.
    non è capace di viverle in modo più semplice di come faccia o senta di fare.
    E viceversa,per qualcun altro non potrebbero essere più difficili di quanto già non siano, perchè non si è capaci di viverle in modo più difficile.
    che ci sono persone per cui la difficoltà che la diversità dell’altro ci impone non è estenuante, e persone per cui lo è.

    Persone più disposte a fare discorsi difficili, e persone meno disposte.

    è un pò come studiare latino.
    mica piace a tutti.

  16. Se per persone “difficili” si intende quello che dici tu, Mabh, potrei affermare di essere stata una persona difficile, e di non esserlo più (o per lo meno, non più come prima). Semplicemente, mentre per anni mi sono scervellata per sondare le motivazioni nascoste e le implicazioni invisibili di ogni azione e situazione, soffrendo in silenzio quando non riuscivo a trovare spiegazioni a quelli che per me erano dettagli importantissimi, a un certo punto mi son trovata a fronteggiare problemi seri e cospicui, che non mi hanno lasciato tempo per questo esercizio spesso sterile e molto simile al famoso “fissarsi l’ombelico”. Questo non significa che io abbia smesso di notare i dettagli, tanto che spesso sono in grado di prevedere come evolverà una situazione partendo da minuzie non notate da altri; la mia vita, però, è molto migliorata, e così i miei rapporti con gli altri.
    Credo che non si possa sostenere che uno è fatto in un modo, uno in un altro, e le cose stanno così, perchè ognuno di noi può cambiare, almeno in parte; soprattutto, una persona che esordisce dicendo “Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare” e va avanti su questo tono mi dà la sensazione di bearsi di una propria caratteristica, di ritenere che la renda migliore degli altri… ma non è detto che sia così (e lo dice una che tende a demolire col sarcasmo le nuove conoscenze).

  17. Mi trovi assolutamente d’accordo con te.
    Tra l’altro sento di condividere in parte – anche se può darsi che mi inganni- il tuo percorso, che è stato, è ancora, anche un pò il mio.
    Come tu giustamente dici, è vero che ognuno può cambiare, in parte.
    Credo sia pure altrettanto vero però che cambiare spesso costa uno sforzo che non sempre si è disponibili a fare…per un mucchio di ragioni, tutte più o meno giustificabili.

    Io da quella frase non ho avuto però la stessa impressione che ne hai derivato tu…di qualcuno che fissi il proprio ombelico sentendosi più avanti degli altri…
    Ho avuto la sensazione di una persona che semplicemente esprime un proprio punti di vista – precario e peribile- su ciò che crede sia da vedersi sotto la definizione, spesso un pò denigratoria, di “donna difficile”.
    Forse lo fa con rabbia, forse lo fa anche un pò “reagendo” a questo “sei difficile” che suona sempre come un limite e quasi mai come una virtù…ma tutto sommato non lo trovo così strano,nè così recriminabile specie alla luce della reazione prevedibile del “maschio di turno”, che, mi duole dirlo, ma offre un alibi più che valido a tale “autoreferenzialità ombelicale”.

    Aggiungo, ma solo per puntualità, che sarebbe bello pensare che una persona tanto adulta da riuscire a pensare che ciascuno possa cambiare, portasse indietro questa consapevolezza anche nel momento in cui afferma che nella sua vita c’è stata una transizione da un momento in cui si arrotolava intorno a dei dettagli a un momento in cui ha avuto a che fare con problemi “seri e cospicui”…
    Nulla dice che forse un giorno considererai questi problemi così seri e cospicui diversamente, e forse tornerai a dar un peso diverso ad alcuni dettagli.
    Si può essere così sicuri che il cambiamento proceda in una sola direzione, e che essa sia oggettivamente ascensionale?

    Forse, anche qui, sarebbe bello non sentirsi veramente mai “più avanti”, nemmeno rispetto a sè stessi.

  18. Naturalmente il cambiamento non è sempre necessariamente in meglio. Si perdono dei pezzi di sè, lungo la strada, e nel mio caso ritengo che alcuni di questi fossero migliori di quelli che son rimasti; tuttavia, credo che riduzione dell’ansia, maggiore capacità di affrontare le difficoltà, migliori rapporti col prossimo (anche se siamo lontani dalla “popolarità” come intesa dai telefilm adolescenziali) e il miglioramento di un’autostima sempre troppo scarsa possano essere segnali che un miglioramento c’è stato.
    Quanto alla gravità dei problemi, posso certo pensare a un paio di cose peggiori, ma temo che ci siano situazioni che nemmeno il tempo può far considerare meno gravi… al massimo ci si può rallegrare che siano dietro le spalle.

  19. non ho letto gli ultimi commenti ma solo quello di mabh seguente al mio.
    vorrei solo mettere una piccola nota: la sottoscritta autrice del blog che da 50 è passata a 52,2, se hai letto bene, soffre di trigliceridemia..la nutrizionista serve soprattutto a far abbassare il livello dei triglicerdi che per una donna è un fattore di rischio. con quello, si cerca anche di perdere peso.
    non mi ritengo facile perchè penso alla mia salute,e se leggi bene ci tengo talmente tanto perchè sono ipocondriaca.

  20. … tanto dobbiamo morire tutti …. e poi moriamo da soli, non è che qualcuno ci accompagna in quell’istante! … quindi perchè farci accompagnare fino a quella soglia? Molto meglio arrivarci da soli … al massimo con un gatto (un cane no perchè si attacca troppo!).

  21. … SI SI TUTTI SI DEVE MORIRE! E io che mi ero liberato e sono andato a reimprigionarmi! errare è umano ma perseverare è stupido!

  22. @elena: penso che mabh non volesse darti della facile, anzi, dire che la complessità delle donne è talmente grande, abbiamo talmente tante sfaccettature che a leggere con disattenzione si può dare un giudizio sbagliato…

  23. @mav e a elena: Quel che volevo dire è semplicemente che trovo azzardata l’espressione di certi giudizi tagliati un pò con l’accetta, da parte di chi, se si mettesse in altri panni e venisse giudicato con altrettanta durezza e velocità potrebbe essere fatto a coriandoli.
    Pertanto grazie del supporto, mav. 😉

  24. bah….sarà come dici te…
    il giudizio tagliato è lo stesso fatto da Sa30a sulle donne complicate…per carità, lungi da me pensare di fare di tutta un’erba un fascio, ma a questo punto datemi almeno atto che la “bacchettite” (così la chiamo io la capacità di dare giudizi basati su pochi fatti e molti stereotipi) è tanto mia quanto di larga parte degli utenti commentanti questo post.

  25. @ elena: sono assolutamente d’accordo sul fatto che anche single non ci sia andato morbido, e mi pare di non avergli infatti risparmiato un appunto. Era forse sfuggita l’ironia?

    Quanto alla prontezza generale del nostro sparare a zero, ci sta anche quella, siamo su un blog, nessuno verrà citato per calunnia… ce lo possiamo permettere,diciamo così…magari però ogni tanto la disponibilità a “rallentare” è importante, anche perchè seppure siamo tutti nella stessa barca, il fatto che affondi non diventa meno preoccupante.
    Un problema che abbiamo tutti è un problema comune, non un “non -problema”.
    d’altra parte NON penso affatto che tu sia una di quelle che ne soffre di più, qui.
    E lo hai appena dimostrato.

    bisous.

  26. Salve! Mi chiamo Mara Bagatella, sono la vera autrice della poesia che hai pubblicato (anche se non ti è piaciuta). Sto facendo il giro dei vari siti che l’hanno pubblicata e per chiedere di mettere il mio nome accanto al mio scritto (di cui mi prendo ogni responsabilità, tranne che per la punteggiatura, che dopo vari copia e incolla non è più quella originale).
    Trovi la pagina in cui era stata originariamente pubblicata a questo link:
    http://lacasasullezampedigallina.blogspot.com/2010/12/le-donne-difficili.html

    PS: che tu ci creda o no, non era stata scritta per donne single! :-) ma in fondo, ognuno può interpretare come gli pare, il bello dell’arte è proprio questo.
    Grazie

  27. Bentrovata Mara, il testo che ho trovato riportava un copyright (che tra l’altro è stato incluso nel copiaeincolla) che non riesco a ricondurre alla tua persona.

    Ospito volentieri la tua precisazione, ma non prendo posizione relativamente all’attribuzione del diritto d’autore del testo scritto.

    Sono sicurissimo che non è stata scritta per donne single. E’ stata scritta, a mio avviso, per delle trituragonadi :) e le trituragonadi non hanno stato civile predeterminato. Se vuoi possiamo parlare di questo, o della strana correlazione che intercorre tra la densità di “a capo” di un testo e il suo volerlo chiamare “poesia”, come nel caso in esame.

  28. Certo, potremmo discuterne. Non ho scritto questa cosa con l’intento di farne oggetto di discussione, ma si può fare. Tuttavia ciò che mi preme di più adesso è la correzione del nome dell’autrice. La signora che ha avuto la faccia tosta di mettere la poesia a suo nome, con tanto di “c” di copyright potrei persino denunciarla, e lo sa bene, infatti si è affrettata a cancellare la pagina su FB che aveva creato, i video che aveva messo su Youtube e mi ha scritto pure una mail di scuse assurde… tuttavia non può certo andare a cancellare o modificare i post altrui. Le persone come te, che hanno in perfetta buona fede pubblicato citando il nome della presunta autrice non hanno nessuna colpa. Però devo dire che finora tutte le persone che ho contattato mi sono venute incontro. So che questa questione è poco importante se la paragoniamo alla crisi economica, ai problemi sociali e alle altre disgrazie di cui sentiamo quotidianamente parlare. Tuttavia io ci tengo. Se questo mi mette nella categoria “trapanamaroni”, pazienza. Ho lasciato il mio indirizzo e-mail se ti interessa continuare la conversazione o vuoi saperne di più su questa storia del plagio. Spero ci risentiremo.

  29. Mara, implemento la tua richiesta appena possibile. Per qualche strano motivo, da questa postazione non riesco a fare edit dell’articolo. Dammi un giorno o due.

    Comunque devo tirarti una frecciata: dire qualcosa, sia pure mediante una poesia, e poi fare presente che non è per farne oggetto di discussione è oggettivamente da “donna difficile” :-)

    sa30a

  30. Che ti posso dire? Vuoi la verità? Non l’avevo scritta come una poesia, ma come una dedica rivolta a delle amiche. Ogni anno, a una certa data le invito a pranzo a casa mia, e ho stampato per tutte il bigliettino con tanto di illustrazione. Siccome la dedica mi piaceva, l’ho anche pubblicata sul mio blog (che non ha molti lettori fissi). Poi me ne sono semplicemente dimenticata. Nell’ultimo anno non sono stata molto dietro al mio blog, l’ho trascurato parecchio. Di solito mi piace ricevere commenti, creare discussioni intorno a ciò che scrivo, ci mancherebbe. Internet serve per dialogare, oltre che per informare, per divertirsi e mille altre cose. Ma non sono una che cerca la popolarità e la diffusione che ha avuto questa (chiamiamola poesia, tanto ormai è stata battezzata così dal web) mi ha sinceramente spiazzata. Sapevo che avrebbe potuto succedere, ma la consideravo un’eventualità lontana, proprio perchè non mi considero una grande scrittrice. Quello che scrivo piace a una ventina di amici e lettori fissi, a me è sufficiente così. Sono altre le cose che pubblico con l’intento della divulgazione, il mio blog ha una “sezione” dedicata alle lezioni di storia dell’arte che metto on line per i miei alunni (sono un’insegnante) e so che quella è molto letta e riutilizzata da altri utenti, ma questo mi fa solo piacere. Insomma, quello che sto cercando di dire è che questa situazione mi ha spiazzata. Ho scritto poesie che ritengo molto più belle, e nessuno le ha degnate di attenzione. Ho scritto post in cui esprimevo opinioni che speravo fossero discusse, e nessuno li ha considerati. Pubblico questa cosa destinata ad una cerchia ristretta di amicizie e fa il giro del web. Non sono una “donna difficile” sono proprio una donna tonta… :-(

  31. :-( ma il nome di quell’altra non l’hai tolto, però! 😛
    comunque grazie. I risultati del “lavoro di recupero” si cominciano a vedere. Non tutto il male viene per nuocere… se non mi fossi ammalata non avrei avuto il tempo di star dietro a questa cosa.
    Che strana la vita…

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