What if: esempio concreto

Con l’occasione di questo post – scusate la latitanza, poi vi spiegherò donde proviene – vi introduco una figura che in questi mesi mi ha tenuto parecchio compagnia: il mio collega. Avvertenza: il post tocca lati un po’ suini, quindi se siete facili allo scandalo… passate oltre :)

Trattasi di bella persona: ragazzo intelligente, di buona cultura, sensibile, un gran professionista. Questa premessa perchè proprio l’adoro, ha il suo carattere e alle volte non ci troviamo, ma ha tante buone qualità e volergli bene è facile. Purtuttavia, lui è veramente l’antitesi della mia vita.

Ha conosciuto la sua prima donna a 18 anni (lei ne aveva 16) e se l’è sposata. Vive in uno splendido casolare in collina, con i suoi campi di grano, le viti, gli olivi, un cane, un gatto, due splendide bambine e la moglie da quasi venti anni. Insomma, avete presente la famiglia del Mulino Bianco? una cosa del genere, ecco. Un inno al romanticismo.

Solo che la mia vita è stata un filino-ino-ino diversa, ecco.  E lui lo sa. Sapendolo, prova un fascino quasi morboso nei confronti della mia vita, delle mie esperienze, salvo poi rifugiarsi – giustamente – nel tepore familiare ogni sera. Ed essendo un ragazzo intelligente ha anche guizzi, idee, pensieri tipici di chi vuol far fare esperienze alla propria intelligenza, salvo muoversi nei rigidi limiti di un matrimonio con una moglie dal carattere molto forte.

 

Insomma insomma, qualche tempo fa girottolando per i corridoi dell’azienda ci troviamo a parlare con una collega. Non bellissima, ma vivace, occhio vispo, quel certo qual quid che ti fa capire che la ragazza è… di spirito. Al che lui sapendolo inizia a punzecchiarmi un po’.

“Eddai, tu che sei solo, perchè non la corteggi? secondo me c’è anche margine…”

“Dai, cosa sto a fare, è sposata con un bambino… mi lascia il tempo che mi trova una cosa del genere!”

“Si, ma l’hai visto che tipo è, no? secondo me quella ti massacra!”

“Massacrarmi? no, non credo. La vedo più tipo da manate sul culo, non so se mi spiego”.

al menzionare le “manate sul culo”, lui si ferma. Si blocca proprio: mascella ferma, sguardo vitreo, dieci secondi di pausa.

“Come manate sul culo? intendi… prima, dopo o durante?”

“Bah, secondo me più durante che prima. Prima non è da tutte, durante invece ogni tanto scappa… dopo invece sono molto rare.”

“No, dai, non è possibile, non possono esistere donne del genere! Se faccio una cosa del genere a mia moglie, prima dopo o durante, mi fa saltare tre denti a furia di cazzotti!”

 

Mi sono trovato a sorridere, mio malgrado. E’ vero: un matrimonio felice, la famiglia del mulino bianco, tutto quel che volete ma… si è rinchiuso in una stanza, e quella stanza ha pareti che hanno un nome e cognome. E lui guarda volentieri dalla finestra, ma ha paura, come la caverna di Socrate, vede solo delle ombre che lo incuriosiscono.

Ragion per cui io so che esistono donne che apprezzano una manata sul culo ogni tanto, e lui ha casolare, moglie, figlie, campi, viti, olivi, cane, gatto. Non so se sentirmi guappo o immensamente coglione, ecco. Alla faccia del “what if”…

 

P.S. sto avendo bizze con degli spammer professionisti. Mi fate sapere se avete problemi a commentare? ho stretto un po’ la cinghia…

19 thoughts on “What if: esempio concreto

  1. mi ha fatto sorridere questo racconto.
    Succede anche con delle amiche o colleghe di avere discorsi simili.
    Fondamentalmente io mi sento fortunata rispetto a loro a non essere chiusa in una “stanza con nome e cognome”.
    E comunque c’e una parte di me che è convinta che sia assolutamente possibile avere un casolare in collina, viti, ulivi, cani ecc ecc …e una moglie a cui piace, nei momenti topici, ricevere qualche manata sul culo. Utopia? no non credo! Un abbraccio affettuoso :-)

  2. :-) limitarsi alle manate…
    Prova a incoraggiare il tuo collega a prendersi i cazzotti, forse sua moglie vuole alzare il tiro..
    e poi un paio di cazzotti ti fanno alzare il testosterone…alle volte può servire.
    è ovvio che se la moglie “dal carattere forte” storce il naso oltre che a cazzottare…che si butti nel S/M.
    Magari la sua consorte ha doti da mistress.
    Dopo il cabaret, il tuo collega ha tutte le giuste curiosità del mondo, leggendo il suo background, ma il punto è: è veramente scontento? non penso proprio.
    Allora torniamo al classico “l’erba del vicino è sempre più verde”.
    Se invece la situazione gli pesa, esistono mille probabili soluzioni, dai film, ai terapisti.

  3. @sonopronta: oooh, una donna che ammette che anche voi femminucce fate dei discorsi simili :) sarà la mia curiosità tipicamente femminile, ma sapere cosa vi dite quando noi non ci siamo ad ascoltare è sempre stato un mio tarlo :)

    Il succo è: la vita da mulino bianco *e* la moglie divertente sono un connubio possibile, senz’altro… specie se la prima ti da’ tutto ciò che vuoi. Però, domanda caustica: se non hai conosciuto tante persone, come fai a sapere cosa vuoi da una donna?

    @xlthlx: un po’ invece lo invidio. Lui ha costruito cose belle, salde, e durature. Io no, e ho tre anni meno di lui.

    @Tom: si, dai, limitiamoci alle manate o alle racchette da ping pong, dai :) (oink! oink!)

    Lui non è *scontento*: mi sembra un ragazzo felice. Semplicemente è curioso, curioso del mondo che sa che non ha visto e che se lascia passare ancora del tempo sa che non vedrà. L’erba del vicino è sempre più verde, questo è vero. Specie quando lo steccato è alto.

  4. Te piacerebbe saperlo caro il mio sa30a! Se pazienti magari a fine maggio io e qualche altra donzella te ne diamo un piccolo esempio :-)
    La domanda che ti poni è giustissima. Io penso sinceramente che sposarsi così giovani è molto romantico ma anche molto controproducente. Quello che non si è “vissuto” prima spesso viene vissuto a una età più adulta e questo può creare qualche piccolo problema, specie se la moglie ha un carattere forte e tira cazzotti 😉
    Questa curiosità del tuo collega per me nasconde qualcosa già esistente oppure un suo desiderio molto forte.
    Non ti fidare del “Mulino Bianco”……sono pieni di grassi idrogenati! :-)….. fanno malissimo!

  5. Sa30a,
    io posso parlare solo per la mia esperienza,
    diciamo che la storia con la mia “alfa” è durata quasi dieci anni.
    Dall’adolescenza alla fine degli studi.
    E’ vero che ci si sente “tagliati fuori” da delle esperienze, anche nuove.
    Che alle volte si favoleggia e si immagina che quel verde sia veramente più intenso di quello del nostro giardino, ma penso sempre che se siete una coppia di giardinieri e vorreste entrambi un prato “più verde” ci si possa lavorare sopra, esistono prodotti di tutti i tipi…
    Se uno dei due giardinieri invece ama l’effetto verdino pastello…diventa un normale rapporto di potere/amore, si scende a patti, si cerca di ottenere dando.
    Però ti confesso che sono scettico, di “bacchettone” (ma non è il termine esatto) ne ho conosciute, ma alla fine si son sempre rivelate “bloccate” più che “intransigenti”.
    Della serie, piaceva anche a loro e si vergognavano ad ammetterlo, soprattutto si vergognavano di questo “loro lato”.
    E’ un’interessante analogia al concetto di rabbia repressa: alcune son state educate che una donna fa determinate cose e altre proprio no.
    Penso che se ci sia complicità, voglia di conoscere l’altro ma soprattutto conoscersi, non ci siano praticamente confini.
    Se invece uno dei due pone limiti e paletti, che l’altro rifletta quanto veramente gli pesano queste limitazioni.
    Chiudiamola filosofeggiando: andare in Egitto per capire che il tesoro l’hai sotto al culo, alle volte è molto rischioso, soprattutto quando i tesori respirano come te; preoccupati di trovare il giusto attrezzo per sotterarlo. Magari diventi un buon Alchimista.

  6. I commenti di Tom mi piacciono e li condivido, ma per solidarietà femminile (che è una cosa che detta da me…è veramente strana!) adoro quelli di Sonopronta!

    Comunque penso che, muovendosi in campo elitariamente sessuale, se hai una buona intesa con il tuo compagno (o la tua compagna), che tu abbia avuto o meno esperienza, certe cose si sperimentano.
    Diciamo che vengono naturali va…
    Poi se piacciono ad entrambi bene, altrimenti pace, anche li è equilibrismo.

    Ecco, ora mi hai fatto venire in mente il mio personalissimo “what if” sul sesso, anche se, a dirla tutta, pensandoci conosco già la risposta, quindi la condizione decade.
    Umpf!

  7. Quando si dice “ho dovuto fare dei numeri per scrivere un commento….” :o))
    Secondo me basta trovare le persone “giuste”…..io mi sento molto una da Mulino Bianco ma che appena i bimbi vanno a scuola si diverte con il papà del Mulino Bianco con pacche sul culo ed affini….(ovviamente è per “la precisione” visto che non ho figli e nemmeno mulini…. E sì che di culo qui ne abbiamo in esubero…. :o))) Azz….rileggendomi ho l’impressione di essere stata un attimo….esplicita ecco :o)))

  8. :-) Lipo, esplicita? noooooooooooo ma figurati! comunque noto che dopo averlo riletto non hai cancellato neanche una virgola! Tesssora è per questo che ti adoro.

  9. Nooooooo!!!!! Dopo che ci ho messo un’ora per scrivere un commento di spessore, mi dà errore e mi ha cancellato tutto!!!!! Non è giusto!!!! Vorrà dire che lo terrò per me… uffi!!!!

  10. Alle volte io e uno dei miei migliori amici (di cui parlavo qualche commento fa, quello della diciottenne per intenderci), ci troviamo il venerdì sera per un aperitivo e scambiamo le solite quattro chiacchiere. Io, sposato con figlia, lui, scapolo impenitente, ci suscitiamo invidia reciproca, l’uno per la condizione dell’altro, poi torniamo entrambi alla nostra vita, lui uscendo con la venticinquenne biondo platino ed io a giocare con la Piccolina sul tappeto…

    Cordialità

    Attila

  11. Sabot! Il tuo captcha è un finger in the ass!
    Si legge male e, se sbagli a scrivere, ti fa perdere il testo del
    commento.

    Per protesta non riscriverò quello che avevo scritto. Tiè!

  12. @sonopronta: cavolo, non vedo l’ora di sentire tutto il chiacchiericcio :) che la roba del Mulino Bianco in fondo in fondo non faccia benissimo… beh, ne sono convinto anche io 😉 e non per i grassi idrogenati, che a me i grassi stan simpatici :)

    @tom: mi sono ritrovato a sentirmi dire – dopo tot volte che uscivo con una ragazza – “sai, io sono anche piuttosto calda, ma per ora ho fatto la brava per non farti pensare male di me”. Credo che sia la stessa corrente di pensiero… però occhio, che la self-repression a lungo andare ti si impianta talmente tanto nella testa che non sei più neanche in grado di vederla come tale, ma diventa un modus vivendi.

    @pansina: dissenticchio. Ok, la voglia di sperimentare c’è, e se c’è intesa anche se hai un partner solo nella vita magari sperimenti ma… il confronto con altre realtà arricchisce di sicuro più che altro, in quanto una coppia dopo un po’ di tempo sicuramente si adagia su un linguaggio comune. Conoscere persone nuove ti porta a confrontarti con realtà assolutamente diverse.

    @lipo: esplicita? ma dai, sei una cerbiatta al mio confronto :)

    @attila: hai centrato. E’ un what if incrociato a squadre il tuo :) e credo proprio che funzioni così anche tra me e il mio collega. Lui torna al Mulino Bianco, e io alla mia debaucherie :)

    @Lys e Sara: scusate. Lo tengo qualche giorno e poi lo levo. Promesso. Lo odio anche io :)

  13. @Lipo: sono assolutamente d’accordo con te e mi rispecchio nelle tue parole una per una (compreso il sedere in esubero 😀 però dai, almeno c’è qualcosa da “paccare”).
    @Single: Credo che la situazione ideale sia quando due persone si “ritrovano” dopo anni e quindi entrambe con un proprio bagaglio di esperimenti ed esperienze alle spalle da condividere… con la voglia così di stare insieme e magari anche iniziare a costruire una vita da mulino bianco (perchè no?), e creare certo un linguaggio comune, ma non sul quale adagiarsi, bensì arricchirlo sempre con nuovi “termini”…

  14. Dio benedica i sederi in esubero: sono paccabili, afferrabili e in ultima analisi consentono una splendida gestione dei… ehm… dei rimbalzi, ecco. Chi ha suonato una batteria sa cosa intendo :)

    @Sara: quella è una situazione da mulino bianco interiore, non trovi? beato chi la vive…

  15. Mmmhh..non è che c’è un po’ di incoerenza in quanto scrivi? Scusa tanto: tutta una condivisibilissima (parlo per me, ovvio) e affascinante digressione sulla bellezza del matrimonio, della famiglia. La delusione per non esserci ancora riuscito, il desiderio di riuscirci, e poi? Praticamente lasci intendere nelle tue righe che a tuo parere il personaggio dovrebbe non solo guardare dalla finestra ma anche uscirne? Ossia tradire la moglie? Fammi capire, per cortesia.

    Per il resto, forse sarà il caso di dire al tipo di provare a dare le manate, prima di dire che non le vuole. Caso mai lo scopre dopo, mica prima.

    E poi è proprio nelle migliori famiglie di Mulino Bianco and so on che secondo me ci sono i giochini erotici più sapidi. O no?

  16. @Avvelenato: non deve uscire dalla finestra, ma allargare la stanza. Credo che la differenza sia lampante, mi scuso se l’ho espressa male :)

    e comunque di “a mio parere” traccia non ce ne è. Lui sbrilluccica di curiosità, e io lo guardo. Penso che debba fare cio’ che vuole, certo se succede – come oggi – che gli dico “una sera andiamo a mangiar bistecca e vino io e te, si fa due risate” e mi risponde “no la moglie non mi manda” un po’ mi accartoccio, ecco.

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